L'amore e la giustizia

Al tempo di Geremia, la grande città di Gerusalemme cadde nelle mani dei nemici. Perché?

La Bibbia riporta che la popolazione si era allontanata da Dio peccando contro di lui.
Dio, è santo e giusto nelle sue azioni, anche quando giudica. Geremia rivela nel suo libro che il popolo di Giuda si era allontanato da Dio e che il Signore, per amore, lo corregge.
Leggendo le parole del profeta, comprendiamo il cuore di Dio: quando Geremia piange, Dio sta piangendo; quando soffre, Dio sta soffrendo.
Sia per Dio che per il popolo, l'interruzione della loro relazione è qualcosa di doloroso, che porta con sé la conseguenza dell'applicazione della giustizia divina.

L’uomo non vuole accettare il fatto che Dio vada in collera a causa del peccato, e desidera invece che si ponga l’accento sull’amore di Dio. Questo amore è reale e si manifesta nella nostra vita, ma nella nostra epoca esso è talmente enfatizzato da fare completamente trascurare la giustizia.
Come ci sentiamo quando sbagliamo? Ci interessa che cosa pensa Dio? Quanto ci importa del suo giudizio? E come ci sentiamo quando succede qualcosa?

Una delle prime domande che ci si pone quando succede qualcosa è: "Ma Dio dov'è?", e se proviamo a metterci un attimo nei panni del popolo di Israele, possiamo ipotizzare che si siano sentiti abbandonati, visto che la città di Gerusalemme fu completamente distrutta e il popolo deportato.

Quello che però comprendiamo chiaramente dalle scritture è che Dio non si era allontanato, proprio come Geremia non aveva lasciato da solo il popolo, Egli era sempre accanto ai suoi. In Ebrei 13:5 troviamo scritto:

«Io non ti lascerò e non ti abbandonerò».

Nei versetti da 21 a 24 di Lamentazioni 3, leggiamo come Geremia ricerchi consolazione.

«Ecco ciò che voglio richiamare alla mente, ciò che mi fa sperare: è una grazia del SIGNORE che non siamo stati completamente distrutti; le sue compassioni infatti non sono esaurite; si rinnovano ogni mattina. Grande è la tua fedeltà! Il SIGNORE è la mia parte, io dico, perciò spererò in lui.»          

Questi versetti sono l’unico punto luminoso in tutte e cinque le Lamentazioni. Nonostante il severo giudizio di Dio, Geremia vede la mano misericordiosa del Signore, ricordando al popolo che, se non fosse stato per Dio, sarebbe stato completamente distrutto. Se avesse ricevuto quello che si meritava, sarebbe scomparso dalla faccia della terra.
Dio è giusto quando giudica con giustizia il peccato, ma contemporaneamente è misericordioso. A questo riguardo, il profeta Abacuc scrive nel suo libro:

«Nell’ira ricordati di avere pietà»  (3:2).

Dio non si dimentica mai di avere pietà e c’è sempre una via d’uscita per il Suo popolo, purché si verifichi un ravvedimento. E dobbiamo ringraziare Dio che sia così.

 

Il libro si conclude con una triste domanda che sembra lasciare in sospeso la risposta:

«Ci hai forse rigettati davvero? Sei tu adirato fortemente contro di noi?» (5:22).

Lo scopo del libro è quello di spingere il popolo a riflettere sul perché una così grande sciagura si sia abbattuta su di loro. E in realtà spinge a riflettere tutti noi su quella che è la condizione della nostra vita davanti a Dio. In Lamentazioni 3:25 leggiamo: «Il SIGNORE è buono con quelli che sperano in lui, con chi lo cerca», e altrove è scritto: «Se tu lo cerchi, egli si lascerà trovare da te»  (1 Cronache 28:9).

C’è speranza per coloro che cercano il Signore. Leggendo la Bibbia potrai cercarvi Dio e la salvezza che egli ti offre. E se lo cerchi, Lui si lascerà trovare, mostrandoti la sua bontà attraverso Gesù Cristo.
Dio non ha respinto definitivamente il suo popolo, anzi ha esteso la salvezza a tutti gli uomini. Le promesse delle benedizioni divine si riverseranno su tutti i popoli.
Le promesse di Dio si sono realizzate: Cristo ha rimosso l’ira di Dio che gravava su di noi. Vi invitiamo a scoprire questa verità leggendo la storia di Cristo e scoprendo il perché della Sua venuta.

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