Le feste ebraiche

Non scenderemo nei dettagli di tutte le feste ebraiche, ma daremo alcuni accenni per orientarsi in una cultura che è particolare e nella quale molti dettagli hanno significati simbolici.

Il capitolo 23 del Levitico riguarda le festività solenni di Dio, che erano dei momenti di gioia. L’unica festa di cordoglio era quella delle espiazioni.
Vi troviamo una spiccata ricorrenza del numero sette: il sabato era il settimo giorno, la Pentecoste è la festa della settima settimana, mentre il giorno delle Espiazioni e la festa delle Capanne si svolgevano durante il settimo mese. Vi erano sette giorni in cui si mangiava pane non lievitato, durante la festa dei Pani azzimi, mentre nel corso della festa delle Capanne, gli Israeliti abitavano in capanne, appunto, per sette giorni.
Le festività avevano un risvolto sia pratico che profetico. Sul piano pratico, avevano motivazioni di tipo commerciale e sociale.Le tribù venivano riunite insieme in adorazione e comunione e si svolgevano scambi di idee e di prodotti. Inoltre, la maggior parte delle feste era legata alla vita rurale, in particolar modo al raccolto, ed è evidente per quanto riguarda la festa delle Primizie, la festa delle Pentecoste e la festa delle Capanne. In tal modo, il lavoro nei campi era associato alla lode per il Signore e al ringraziamento.

Le festività presentavano anche un aspetto profetico:
- la PASQUA EBRAICA rimanda alla crocifissione, la morte e la resurrezione di Cristo.
- il PANE AZZIMO ci fa pensare alla comunione che abbiamo con Cristo, grazie alla Sua morte: Gesù stesso paragona il suo corpo al pane azzimo che mangià durante l'ultima cena.
- le PRIMIZIE sono una figura della resurrezione di Cristo (il primo a risorgere).
- la FESTA DELLE SETTIMANE commemora la consegna della legge da parte di Dio a Mosè sul monte Sinai.
- il GIORNO DELL’ESPIAZIONE rimanda all’opera di Cristo sulla croce per noi.


Il sabato, che in ebraico è Shabbat  e sigifica riposo, non può essere considerato propriamente parte delle feste; infatti risale ad un'epoca pre-mosaica, addirittura quella della creazione, tant'è che Dio stesso il settimo giorno durante la creazione si riposò. Nel Deuteronomio riprende questo concetto del riposo e lo istituzionalizza:

«Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il Signore, il tuo Dio, ti ha fatto uscire di là con mano potente e con braccio steso; perciò il Signore, il tuo Dio, ti ordina di osservare il giorno del riposo» 
(Deuteronomio 5:15).

La liberazione degli Ebrei dall’Egitto è legata al sabato: Dio prescrive loro di mettere da parte un giorno per adorarlo, evitando qualsiasi attività e lavoro. La chiesa primitiva scelse la domenica come giorno di riposo, perché in quel giorno Gesù risorse dai morti.
Ancora una volta l'attenzione di Dio è sul bene dell'uomo: riposare un giorno alla settimana serve per ritemprarsi e riprendere le forze; scegliere di dedicare quel giorno alla propria famiglia, agli affetti è un modo per mantenere sani i rapporti più importanti alla base della società; scegliere in quel giorno di dedicare del tempo a Dio, è  la cosa che più ritempra il corpo e lo spirito, perchè nella Sua presenza troviamo la pace, la tranquillità il ristoro di cui tutti abbiamo bisogno.

La PASQUA EBRAICA rappresenta la morte propiziatoria di Cristo e l’importanza del Suo Sangue.

«Poiché anche la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata»  (1 Corinzi 5:7).

Non a caso l'arresto di Cristo e la sua morte sono avvenuti proprio nei giorni in cui cadeva questa ricoorenza.
L’origine della Pasqua ebraica è legata all’ultima piaga mandata da Dio sugli Egiziani, quando il faraone non voleva far partire il popolo d'Israele, cioè la morte dei primogeniti.
(leggi l'approfondimento: La Pasqua, il sangue e Cristo)

Parliamo ora della FESTA DEI PANI AZZIMI(non lievitati). Sebbene venga considerata una festa a se stante, è invece molto legata alla Pasqua. Come riportato anche in Esodo 12, per sette giorni bisognava mangiare pane non lievitato, presentare delle offerte al tempio, astenersi dal lavoro il primo e l'ultimo giorno. Il fatto che il pane non fosse lievitato ricorda che quando il popolo d'Israele fu chiamato ad uscire dall'Egitto non ebbe il tempo di far lievitare il pane.
Durante l'ultima cena pasquale con i discepoli, Gesù paragona il suo corpo che sarebbe stato immolato sulla croce al pane azzimo spezzato.
Spesso nella Bibbia ricorre la figura del lievito come simbolo del peccato, e Cristo, uomo che non aveva conosciuto peccato, è il "pane azzimo" per eccellenza.
Nel Nuovo Testamento, Paolo esorta i Corinzi e tutti noi alla purezza di cuore con le seguenti parole:

«Celebriamo dunque la festa, non con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità, ma con gli azzimi della sincerità e della verità»  (1Corinzi 5:8).

Poi c'era la FESTA DELLE PRIMIZIE, che cade sette settimane dopo la Pasqua. I primi raccolti degli Israeliti dovevano essere offerti a Dio, come ringraziamento, al Tabernacolo, il primo giorno della settimana.
Anche Cristo è chiamato il primo frutto, la primizia:

«Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti ... ma ciascuno al suo turno: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo alla Sua venuta»  (1 Corinzi 15:20 e 23)


Egli è la primizia, seguito in futuro da coloro che veramente Gli appartengono.Praticamente in concomitanza con la Festa delle Primizie, cade anche la Festa delle Settimane.

La FESTA DELLE SETTIMANE si festeggia il primo giorno della settimana dopo sette sabati dalla Pasqua, quindi 50 giorni dopo. È interessante notare che la PENTECOSTE, la discesa dello Spirito Santo sui discepoli radunati nell'alto solaio, avvenne proprio durante questa festività. Come i comandamenti erano stati dati al popolo d'Israele per avere indicazioni su come vivere in accordo con Dio, lo Spirito Santo "scrive" sui nostri cuori il volere di Dio e ci guida quotidianamente: Gesù disse che avrebbe mandato un "consolatore" che ci avrebbe insegnato e ricordato quello che Gesù ha detto.

Il GIORNO DELL'ESPIAZIONE, più che una festa, era un giorno solenne, in cui ci si doveva umiliare e offrire dei sacrifici per fare espiazione per i propri peccati. Il giorno dell'espiazione per eccellenza avviene quando accettiamo il sacrificio di Cristo come espiazione per i nostri peccati, Lui che ha versato il Suo sangue come prezzo di riscatto per la nostra vita.

«In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia»  (Efesini 1:7)

Ci sono molte altre feste ebraiche e i significati simbolici che vi troviamo sono veramente straordinari. Dio ha dato indicazioni precise su cose e situazioni che ai nostri occhi hanno un senso molto più ampio perchè la venuta di Gesù ha concretizzato molti aspetti che nelle festività rappresentavano soltanto delle usanze. Ti invitiamo ad approfondire e scoprire le ricchezze della Bibbia e della cultura ebraica: qui sotto ti suggeriamo due titoli utili per andare nei dettagli.

Le feste di Israele - Nel vangelo secondo Giovanni

I sacrifici e le feste del Levitico - Georges André

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