Primo e Secondo libro di Samuele

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Questi due libri sono intitolati a Samuele, ultimo giudice d’Israele, che visse attorno all’anno 1000 a.C. Fu lui che, come profeta di Dio, conferì l’unzione regale a Saul e, dopo di lui, a Davide. Samuele segna, dunque, l’istituzione della monarchia e la fine del periodo dei giudici.

La storia di Samuele si trova nel primo libro, di cui è considerato l’autore fino al capitolo 25; probabilmente furono i profeti Natan e Gad, che vissero all’epoca di Davide, a completare la stesura dell'opera.
Il racconto è affascinante, con tre personaggi principali: Samuele, Saul e Davide, le cui storie si intrecciano e si sovrappongono.
Le vicende raccontate all’inizio del primo libro di Samuele si riferiscono al tempo dei Giudici. Erano passati più di quattrocento anni dalla conquista di Canaan, e come si può leggere nel libro dei Giudici, il popolo si trovava in una condizione di degenerazione. La decadenza morale e spirituale del popolo era il riflesso del declino del sacerdozio.
Ai tempi del sacerdote Eli, la parola di Dio era “rara” come leggiamo in 3:1. Non c’erano uomini degni a cui Dio potesse affidare il suo messaggio, allora il Signore si rivolse a un bambino, il piccolo Samuele, che era pronto ad ascoltare. Dio si rivelò a lui e tutto Israele gli riconobbe questo privilegio (3:20-21).
In quel periodo buio della storia d’Israele, sotto la minaccia dei vicini Filistei, Samuele fu l’unico ad ascoltare e trasmettere il messaggio del Signore.
Al capitolo 8 troviamo l'inizio del racconto della nascita del regno d'Israele. L’avvento della monarchia segnò una nuova fase della storia di Israele, che sarebbe durata oltre quattro secoli.
Il popolo cominciò a chiedere un re, mentre Samuele cercava invano di far capire loro che, così, stavano respingendo Dio - ricordiamo che fino ad allora sul popolo di Israele vigeva la teocrazia, il regno di Dio-.  il Signore comunque, accettò la loro richiesta e il profeta fu incaricato di ungere un re.
Fu scelto Saul, della tribù di Beniamino, un uomo alto, di bell’aspetto ed umile, che iniziò brillantemente il suo regno ottenendo una vittoria sugli Ammoniti.
Purtroppo l’umiltà di Saul fu sopraffatta dal suo orgoglio: l’impazienza nell’attendere la guida divina e la disubbidienza danneggiarono il suo rapporto con Dio.
Al capitolo 16 leggiamo di come Samuele, per ordine di Dio, andò a cercare Davide e lo unse re.
Quella dell’unzione era un’usanza di carattere sacro in Israele e riguardava tre categorie di persone: i sacerdoti, i re e i profeti. Il gesto dell’unzione voleva dire che il destinatario doveva svolgere un servizio per Dio.
Davide era un semplice pastore, di bell’aspetto e molto coraggioso, amava la musica ed era fedele al suo Dio. Al capitolo 17, leggiamo come il suo coraggio e lo zelo per Dio si manifestarono pubblicamente con la vittoria riportata su Golia, un guerriero filisteo dallo statura gigantesca.
Al capitolo 18, vediamo come Davide diventò oggetto della gelosia e dell’odio di Saul e fu costretto a fuggire.
Nei capitoli successivi fino al 30, vengono raccontati gli anni di sofferenza e di privazioni in cui la sua fede fu messa a dura prova.
Durante il periodo in cui dovette fuggire e nascondersi, il timor di Dio non venne meno in Davide, che per ben due volte risparmiò la vita a Saul, sapendo che la vendetta per tutto quello che stava subendo non gli apparteneva.
Poi, però, la fede di Davide cominciò a vacillare ed egli si rifugiò presso i Filistei, rendendosi anche colpevole del massacro di vittime innocenti. In quel periodo, egli non agì giustamente e fece, a volte, delle scelte sicuramente poco opportune.
Nel capitolo 31 di 1 Samuele, i Filistei attaccarono l’esercito di Saul, causando anche la morte in battaglia del re e di suo figlio Gionatan. Davide ne fu profondamente addolorato, anche e soprattutto per la forte amicizia che lo legava a Gionatan.
Con questi avvenimenti si conclude il primo libro di Samuele.

Il regno di Davide costituisce l’argomento principale del secondo libro di Samuele.
Il primo libro raccontava di Davide perseguitato e fuggiasco; il secondo lo mostra come re di Giuda per sette anni (capitoli 1-4) e poi di tutto Israele, per trentatre anni.
Il Signore condusse il suo servo Davide di vittoria in vittoria (capitolo 5), pur continuando a correggerlo e ad ammaestrarlo (capitoli 6-10).
Nel capitolo 11, dopo tante vittorie arrivò una sconfitta, ma non si trattò di una sconfitta militare o politica, bensì di una sconfitta morale. Davide fu protagonista di una triste storia di adulterio, che cercò di nascondere organizzando addirittura un omicidio. Egli aveva però trascurato un particolare: Dio vede tutto. In Ebrei 4:13 leggiamo che

«tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto.»

Dio conosce ogni cosa e dobbiamo rendergliene conto. Davide confessò il suo errore e ritrovò la comunione perduta con il suo Dio (12:13, Salmo 32:51).
Però, le amare conseguenze, nella vita di Davide e nella sua famiglia, non avrebbero tardato ad arrivare: lacrime, lutto, omicidi e aperta ribellione avrebbero segnato le pagine della sua storia.
Davide fu costretto a fuggire da suo figlio Absalom, autore di un colpo di stato. In questi capitoli burrascosi, dal 15 al 20, leggiamo come Davide riconquistò a poco a poco il terreno perduto in Israele, ristabilendo l’unità della nazione.
I capitoli conclusivi sono tutti pervasi da un clima di trionfo: sono registrati atti eroici e gloriose vittorie ottenute grazie alla devozione di soldati fedeli. Infine, il capitolo 24 è dedicato ad un grave avvenimento alla fine del regno di Davide. Spinto dall’orgoglio, il re ordinò un censimento, contro l'esplicito volere di Dio: il castigo non si fece attendere e Dio lo mise alla prova, come, a suo tempo, aveva fatto con Abramo. C’è una stretta analogia tra i due racconti: sul monte Moriah, dove Abramo aveva offerto Isacco al Signore, Davide offrì un olocausto. Nello stesso luogo dove Dio aveva rinnovato ad Abramo le sue promesse, Davide ottenne la conferma del patto divino. E sempre in quello stesso luogo, suo figlio Salomone avrebbe costruito il Tempio (2 Cronache 3:1).
Alla fine di 2 Samuele, Davide è arrivato alla fine della sua corsa.
Gli ultimi giorni della sua vita saranno poi raccontati nei primi due capitoli del primo libro dei Re, mentre la sua opera sarà continuata da Salomone, che Dio eleverà a una gloria senza precedenti nella storia d’Israele.

 

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