Questo libro viene anche chiamato il quinto Vangelo e si possono comprendere facilmente le ragioni di questa definizione: a tutti gli effetti, è un seguito al racconto di ciò che accadde dopo la resurrezione di Gesù.
Per lo stile della narrazione e per tanti altri indizi, si attribuisce questo scritto a Luca che scrisse riportando con cura tutti gli avvenimenti con uno stile quasi giornalistico.

I primi sette capitoli degli Atti degli apostoli riportano l’opera del Signore Gesù Cristo per mezzo degli Apostoli a Gerusalemme attraverso lo Spirito Santo. I capitoli da 8 a 12 riportano l’opera dello Spirito Santo per mezzo degli Apostoli in Giudea e Samaria.
Il rimanente del libro parla dell’opera del Signore Gesù attraverso lo Spirito Santo, per mezzo dei discepoli in tutta l’estremità della terra.

Gesù aveva preparato i suoi discepoli per tre lunghi anni e poi improvvisamente era morto. Il terzo giorno era resuscitato e per quaranta giorni rimase con i suoi per rafforzare ancora la loro fede. Infondo, tutto quello che aveva detto che sarebbe successo era accaduto e ora gli fece una promessa: lui sarebbe tornato al padre ma avrebbe mandato lo Spirito Santo su di loro affinchè potessero essere testimoni efficaci e raggiungere tutti gli angoli della terra. Gesù ascese poi al cielo e pochi giorni dopo lo Spirito Santo scese sui discepoli nel giorno della Pentecoste (troviamo questo episodio nel capitolo 2) e migliaia di persone in un solo giorno si convertirono a Cristo.
Gesù aveva preannunciato che avrebbero ricevuto una sorta di nuovo battesimo: questo era il "Battesimo in Spirito" al quale anche Giovanni Battista si riferiva mentre parlava di Gesù ancora prima che il Cristo incominciasse i suoi tre anni di predicazione. Questo episodio cambiò drasticamente la vita dei discepoli che ora erano pronti ad andare e predicare dovunque il messaggio di Cristo.

Segue la storia di Stefano, lapidato per l'ira dei capi religiosi. Invece che arrestare la crescente ondata di conversioni, il martirio di Stefano diede maggiore impulso al progresso del Vangelo: i credenti furono dispersi e da Gerusalemme, ovunque andassero, portavano la Buona Notizia di Gesù.
Saulo da Tarso, feroce persecutore della Chiesa, si convertì e ben presto divenne ne un nuovo apostolo, con il nome di Paolo. La predicazione di Pietro nella casa del centurione romano Cornelio aprì le porte della Chiesa ai pagani, perché precedentemente sembrava che il Vangelo fosse ad esclusivo appannaggio degli Ebrei: a tal proposito si tenne una discussione a Gerusalemme (riportata nel capitolo 15), che vide la definitiva apertura del Vangelo a tutte le genti, proprio come Gesù aveva detto.
Vengono narrati i tre viaggi missionari di Paolo, durante i quali egli, insieme a Barnaba e Sila, coprì una vasta area fra Macedonia e Grecia. Ad Efeso, Paolo trascorse molto tempo e, oltre che fondare una chiesa, con il suo ministero ebbe una notevole influenza nelle regioni circostanti.
Tornato a Gerusalemme, fu attaccato dai suoi nemici ebrei e arrestato. I capitoli restanti sono dedicati al lungo e pericoloso viaggio che Paolo dovette affrontare verso Roma come prigioniero. Durante la prigionia, l'apostolo scrisse alcune delle più importanti lettere del Nuovo Testamento.
Infine, il libro degli Atti degli apostoli si conclude con Paolo agli arresti domiciliari a Roma.

Il versetto chiave di questo libro lo possiamo individuare al capitolo 1, versetto 8:

«Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra.»

È l’ultimo messaggio che il Signore Gesù ha lasciato ai suoi discepoli prima di ascendere al cielo. Ed è un messaggio che ancora oggi grida forte a ciascuno di noi.

 

44 atti

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In questa sezione vorremmo fornire in maniera molto sintetica un quadro degli avvenimenti narrati nella Bibbia.

Dio, dopo aver creato l’universo, creò l’uomo e lo pose nel giardino di Eden.
L’uomo peccò, cadendo dalla posizione in cui Dio lo aveva stabilito, ma Dio preannuncia un piano di redenzione per l'uomo.
Chiamò Abramo dal paese dei Caldei e lo condusse in Canaan. Attraverso la sua discendenza sarebbe arrivato il Salvatore.
I discendenti di Abramo emigrarono in Egitto dove divennero così numerosi da formare una nazione.
Costretti alla schiavitù dagli egiziani, furono liberati da Mosè e condotti di nuovo nella terra che fu promessa ad Abramo, in Canaan. Questo popolo fu governato da una importante monarchia: i re di spicco furono Davide e Salomone.
All’epoca di Roboamo, figlio di Salomone, il regno si divise. La parte settentrionale, chiamata Israele, durò ancora duecento anni fino a quando la popolazione fu deporata dagli Assiri intorno al 721 a.C. La parte meridionale, chiamata Giuda, venne deportata anch’essa dai Babilonesi intorno al 600 a.C.
Nel 536 a.C. cominciò un rimpatrio degli esuli e l’entità nazionale fu ricostituita.
Il periodo dell’Antico Testamento si chiude con questi avvenimenti e per quattrocento anni Dio non parlò più al suo popolo per mezzo dei profeti che avevano accompagnato il popolo durante tutte le sue vicende.
Trascorso questo periodo di silenzio, comparve un profeta, Giovanni Battista. Egli preparava la via al Messia annunciato in tutto l’Antico Testamento. Il piano di Dio a favore dell’uomo trovava il suo compimento con la venuta di Gesù.
Gesù Cristo morì per i peccati dell’uomo e, alla sua resurrezione, diede ordine ai suoi discepoli di annunciare a tutte le nazioni la storia della sua vita e della sua opera di salvezza.
Gli Apostoli sparsero la Buona Notizia in tutto il mondo allora conosciuto.

L’intera Bibbia è fondata su Cristo e sulla sua promessa di vita eterna per coloro che credono in Lui.
Cristo è al centro della storia biblica e al centro della storia dell’umanità. L’Antico Testamento preannuncia la sua venuta. I profeti avevano proclamato la sua nascita miracolosa, la sua vita sulla terra, la sua morte espiatoria, la sua resurrezione corporale. il Nuovo Testamento ce ne descrive i dettagli proiettandoci nel futuro del suo ritorno.


“Queste cose sono state scritte affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e affinché credendo abbiate vita nel suo nome”  (Giovanni 20:31).


Dunque era necessario che tutto ciò fosse scritto affinché potessimo leggere e conoscere le immutabili promesse di Dio.

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